La Storia

Dalle origini ad oggi

Fino a metà degli anni '90 in Italia erano presenti ben 12 osservatori astronomici, differenti per età, attività ed amministrazione, più vari istituti del CNR ad indirizzo astrofisico. In quegli anni ebbe inizio una lunga riorganizzazione che portò tutte queste risorse a confluire nell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

L'osservatorio Astronomico di Campo Imperatore è nato come Stazione Osservativa di alta montagna dell'Osservatorio Astronomico di Roma (OAR) prima della nascita dell'INAF ed è ancora oggi una delle poche strutture di questo tipo presenti in Italia.

LA COSTRUZIONE
Poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il Duca Francesco Rivera - insieme con il Direttore dell'Osservatorio Astronomico di Monte Mario a Roma, Prof. Armellini - decise di realizzare sul Gran Sasso una stazione osservativa e un giardino botanico. Dopo i primi interventi di recupero nella regione Abruzzo nel primo dopoguerra, la gente aspettava i fondi per una completa ricostruzione economica, inclusi i trasporti, l'agricoltura, l'industria del legname, l'artigianato e le scienze. Per questo, il Duca Rivera iniziò nel 1946 la sua avventura cercando un sito di qualità astronomica, e coinvolse il Ministro dell'Educazione, Guido Gonnella e una parte delle Istituzioni Scientifiche di Roma.

Tra il 1946 e il 1948, Rivera installò un piccolo telescopio sulla terrazza dell'Hotel di Campo Imperatore, così da testare la qualità astronomica del sito. Alla fine, nel Marzo del 1948, ottenne i fondi (15 ML, circa 7'500 Euro) dal Banco di Roma per iniziare la costruzione dell'edificio e della cupola della Stazione Osservativa (vedi la foto a destra).

Il problema si fece più serio quando Rivera decise di installare un telescopio Schmidt. A quel tempo, solo la Penn Optical e la Perkin Elmer (Glenbrook, Connecticut) erano in grado di disegnare e costruire le ottiche per un telescopio di tipo Schmidt, come era già avvenuto per quello dell'Osservatorio di Monte Palomar. Il 12 Ottobre 1949, durante una riunione nella città de L'Aquila con il responsabile del progetto Marshall, James David Zellerbach, Rivera, dopo aver spiegato l'urgenza di un recupero della cultura scientifica in Abruzzo, chiese di utilizzare parte dei fondi Marshall per acquistare lo specchio e la lastra corretrice per un telescopio Schmidt da installare a Campo Imperatore. Alla fine dell'anno, la regione Abruzzo ricevette 23'000$ per acquistare il sistema ottico completo dalla Penn Optical.

Nel 1953, dopo aver ricevuto le ottiche, Rivera iniziò a cercare altri fondi così da poter costruire la struttura meccanica del telescopio. Due anni dopo, ricevette aiuto (2 ML per il disegno e 15 ML per la realizzazione) dal CNDR (attualmente CNR), e così la costruzione poté iniziare presso le officine Marchiori a Milano (vedi la foto a sinistra).

Il 25 Luglio 1958 il telescopio vide finalmente la sua prima luce.

Il 25 Ottobre del 1965 si svolse l'innaugurazione ufficiale e l'osservatorio poté iniziare l'attività scientifica.

(Liberamente estratto dal periodico Risparmio Oggi della Banca di Roma n.5 set-ott 1998)

L'EPOCA DEI SENSORI ELETTRONICI
A metà degli anni 1980, la Stazione Osservativa è stata ampliata con la costruzione dell'ala Est e della relativa cupola, contestualmente a quell'intervento e poi di nuovo nelle decadi seguenti, gli interni sono stati ammodernati per rendere la struttura più confortevole per i tecnici che ci lavorano ogni giorno e per gli scienziati durante le loro osservazioni.

Sul finire degli anni '80, mentre la stazione era ancora dotata di un solo telescopio nonostante avesse due cupole, i sensori di tipo CCD sono stati applicati all'astronomia e il telescopio Schmidt di Campo Imperatore è stato uno dei primi nel suo genere ad utilizzarli.

Nel 1996, in seguito ad un accordo con l'osservatorio russo di Pulkovo a San Pietroburgo, è iniziato il montaggio del secondo telescopio nella cupola est ancora vuota. Il telescopio AZT-24 è entrato in funzione con il sensore infrarosso SWIRCAM nel corso del 1999.  

Il terremoto del 6 Aprile 2009 a L'Aquila ha danneggiato in modo lieve la struttura e ha creato problemi di allineamento ai telescopi e centraggio alle cupole. Dopo la chiusura obbligata dovuta all'impossibilità di raggiungere l'osservatorio e poi quella successiva legata alle disposizioni delle autorità competenti per gli edifici in attesa di perizia di agibilità, la struttura ha lentamente ripreso le sue attività incluse le visite guidate.